Storia
La Sicilia si è trovata spesso, nella sua storia, a rappresentare salti culturali
che hanno focalizzato l'attenzione del mondo sull'isola per brevi periodi.
Le colonie greche, lo sviluppo culturale arabo, la scuola letteraria federiciana e
la mirabile sintesi artistica dell'architettura arabo normanna, la gastronomia
araba condita di influssi tardo spagnoli, la ceramica artistica tardo medievale, per
finire con lo sviluppo del Marsala, l'entrata nella grande industria con i Florio
e la scuola del Liberty di Palermo.
Lampi di genio condotti spesso da dimenticati artisti, da mentori obliati. Quasi sempre
la spinta nasce dalla necessità della sintesi locale di diverse culture che, per
vari motivi anche occasionali, si ritrovano insieme sullo stesso territorio, così
unico, così diverso, e così amato. Caso straordinario è quello del vino,
quando un certo Mr Woodhouse, a causa di una tempesta, sbarca a Marsala e riconosce nel
vino delle bettole un prodotto assai simile al vino all'uso di Porto, e decide di
lanciarsi in un'impresa economica che durerà un secolo e porterà immense
ricchezze alla Sicilia.
L'altrove trova spazio in Sicilia e feconda idee di sintesi, nuovi modi di interpretare
il mondo.
Persino la storia del nostro Cabernet Sauvignon ne è un esempio: "u straneo",
il forestiero, è stato piantato in Sicilia di nascosto, con l'unico semplice scopo
di scoprire cosa avrebbe prodotto in questa terra un vitigno nordico, che viene dal freddo.
Come dire cosa avrebbe fatto un filibustiere normanno mezzo pirata rosso di pelo come Roberto
il Guiscardo in una terra ricca e resa splendida da una cultura orientale.
In tutti e due i casi la commistione, la necessità di creare una sintesi di elementi
apparentemente opposti genera un salto culturale, un'esplosione di nuove ipotesi del tutto
originale.
Il Guiscardo fonda una dinastia imperiale e il Cabernet di Tasca muta la sorte della viticultura
siciliana aprendola definitivamente agli occhi del mondo.