Un incrocio di tre varietà: Syrah, Nero d’Avola e Grillo

Tenuta Sallier de La Tour

Una doc, quella di Monreale, che ha accolto un vitigno internazionale che, negli anni, si è sentito sempre più a suo agio in queste terre. Il Syrah, della Valle del Rodano settentrionale in Francia, ha trovato nella Valle dello Jato una casa accogliente, la tenuta Sallier de La Tour, famiglia dalle discendenze antiche e nobili che si occupa di vitivinicoltura in Sicilia dall’inizio del Novecento. I quasi ottanta ettari dell’azienda sono tutti nella zona di Camporeale e gestiti da Tasca d’Almerita che vinificano uve nella cantina “La Monaca”, realizzata all’epoca dei Florio. Un tocco liberty in piena campagna. Qui nascono i quattro monovarietali, Nero d’Avola, Syrah, Grillo e Inzolia e il cru Monaca, altro Syrah in purezza che segue un affinamento più lungo. Ma il concetto di un’etichetta speciale era già nato negli anni Venti – il vigneto Monaca esisteva già – e con esso tante altre scelte che, per l’epoca, suonarono come vere innovazioni: le prime vasche di cemento, il lago in azienda per la conservazione delle risorse idriche, punti vendita monomarca a Palermo per la vendita del vino sfuso. Tutte idee di Paolo, il nonno di Costanza Chirivino, l’ultima Sallier entrata in azienda. Che ha deciso di viversela appieno, abitandoci anche, facendo della campagna e del vino la propria vita. Il suo obiettivo è un Syrah sempre più buono e più “autoctono”, sempre più legato al territorio, grazie a selezioni di cloni e zonazioni accurate.