8 SETTEMBRE

Phoenician Wine Day 2018

Alla ricerca dell’origine della viticoltura in Sicilia, a Mozia un progetto di scavo e ricerche che, attraverso analisi archeo-botaniche e l’esame del DNA, ha ripercorso i passi della coltivazione della vite e della produzione del vino in quella che fu per tanti secoli, dall’avvento dei coloni levantini al dominio di Cartagine, uno dei più fiorenti centri del Mediterraneo. Protagonista  l’equipe scientifica della Missione archeologica a Mozia dell’Università Sapienza, in sinergia con la Soprintendenza di Trapani, la Fondazione G. Whitaker e Tasca d’Almerita

Sabato 8 settembre per  il “Motya phoenician wine day” sono state presentate  in anteprima le recentissime scoperte effettuate nelle campagne di scavo.  E’ intervenuto  il professore Lorenzo Nigro, a capo della campagna di scavi, che ha raccontato dei primi Fenici a Mozia e del loro contributo alla prima viticoltura sull’isola. E’ stato inaugurato il nuovo percorso enologico-archeologico nelle aree di scavo dove sono stati ritrovati antichi vinaccioli di probabile origine fenicia.“Nelle ultime campagne di scavi con le nostre archeo-botaniche, abbiamo identificato numerosi vinaccioli negli strati più antichi della colonia fenicia. Lo studio di questi reperti e delle installazioni ad essi collegate oltre che dei contenitori del vino – ha raccontato Lorenzo Nigro – rivela il ruolo di questa bevanda nella società e nella cultura dei “Fenici d’Occidente”.

Giacomo Ansaldi enologo del Centro regionale vivaio “Federico Paulsen” ha spiegato  la storia del vitigno più contemporaneo di Sicilia, il Grillo, l’ultimo nato nella nostra isola.

“Mozia rappresenta la culla dove da 3 mila anni si raccontano le radici della vite. Dai fenici in poi, l’isola non ha più smesso la sua  coltivazione. Qui nei primi del Novecento è stato impiantato probabilmente il primo nucleo del Grillo direttamente dai vivaio di Favara, dove è stato creato il vitigno siciliano più contemporaneo – ha raccontato  Ansaldi – Nell’isola scopriremo le piante più antiche ancora in produzione, che con i loro settant’anni sono un esempio interessante di adattamento della vite al luogo. Scopriremo insieme il profilo genetico del vitigno e la sua storia”.

 Il programma della manifestazione ha previsto dalle 17,30 la passeggiata alla ricerca delle tracce fenicie “Dall’archeologia alla viticoltura”; alle 19 la tavola rotonda “Alla scoperta delle origini del vino nell’isola di Mozia e della genesi del Grillo attraverso la paleobotanica e l’analisi del DNA della vite”. Oltre al professore Lorenzo Nigro,  direttore della Missione archeologica a Mozia, sono intervenuti: Claudia Moricca (paleobotaniaca con tesi sulla vite nel mediterraneo), Teresa Rinaldi (esperta dei lieviti del vino), Rodolfo Negri (esperto DNA antico), Giacomo Ansaldi (enologo del Centro regionale vivaio “Federico Paulsen”).