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2017

30 Nov 2017

Il progetto Tascante, Etna Doc

L’Etna è una terra ricca di storia e di personalità, forza della natura nel suo stato più puro, primordiale. L’architettura di questi luoghi, paesaggi originati e modellati dal vulcano, è così forte che non puoi non restarne affascinato. E’quello che è successo a noi – ormai 10 anni fa – quando è nato il progetto TASCANTE, Tasca ed Etna, la sintesi esatta della nostra idea di vigneto sul vulcano. Un territorio in cui ogni contrada e ogni terrazzamento hanno la propria vita, e che oggi con la cantina a Passopisciaro, in Contrada Marchesa ci consente di pregiarci della Doc Etna per l’annata 2016 di Buonora Carricante.

L’Etna viene premiato anche dalle Guide e il Gambero Rosso attribuisce i Tre Bicchieri al nostro ilTascante 2014 “complesso ed elegante al naso, rivela in bocca grande stoffa e persistenza”.

17 Nov 2017

L’Etna conclude i nostri 90 giorni di vendemmia.

Il più ampio patrimonio di varietà di vite coltivate nel mondo si trova in Italia, grazie a tipi di suolo, altitudine, tecniche agronomiche e ben altri cento indicatori diversi che lo rendono unico. In Sicilia l’incredibile varietà di vitigni italiani raggiunge il suo apice. A Reagaleali da anni Alberto Tasca, affiancato dalla nostra enologa Laura Orsi,  porta avanti un progetto di recupero e valorizzazione delle uve autoctone.

Ma il concetto di diversità non si ferma soltanto alla varietà, perché il suolo siciliano è talmente particolare che la stessa uva può produrre risultati straordinariamente complessi. Il territorio dell’Etna è aspro e selvaggio e qui solo alcune varietà possono adattarsi ed esprimere qualità. Questo è il caso degli autoctoni Nerello Mascalese e Carricante che grazie alla loro buccia resistente  e maturazione tardiva, possono sopportare piogge frequenti e rigide temperature.
Una viticoltura eroica, come nei territori montani o di scogliera, che si sviluppa  esclusivamente su terrazze delimitate da  muretti in una delle più alte denominazioni europee, la Doc Etna. Qui intervengono quasi 42 variabili  tra cui suolo, età del terreno dovuta a stratificazioni diverse, esposizione e altitudine.

Questo terroir unico  si esprime nelle differenti “contrade” il nome con cui vengono chiamate le piccole vigne e i terrazzamenti.  Piano Dario, Grasà, Sciaranova e Marchesa sono le contrade della nostra Tenuta Tascante. Dal 2016, abbiamo iniziato a raccogliere e vinificare contrada per contrada, lavorando ad un progetto che assecondi le caratteristiche di ogni singola vigna.

La nostra raccolta si è conclusa a fine ottobre, lontana dai brusii che caratterizzano le altre vendemmie, qui domina il silenzio. Forse gli stessi visitatori e i contadini non vogliono turbare il silenzio della montagna che domina imperiosa. L’odore del terreno, reso tale dalle colate laviche e il fumo leggermente sulfureo, si insinuano tra le nostre narici mentre la nebbia ci avvolge. Salendo sempre più in alto sull’Etna, sembra di entrare in un altro mondo. Qui tutto è definito dal ciclo della Montagna. I nostri contadini raccolgono a mano le uve, scambiando solo di tanto in tanto qualche parola. Il potere dell’Etna di fermare la storia è rappresentato dal fatto che nel dialetto locale non esiste il tempo futuro. Domani potrebbe essere tutto diverso. Viviamo l’oggi.
Adesso, a novembre, le temperature sono più rigide i primi fiocchi di neve cominciano a cadere. L’inverno sulla Montagna è arrivato da tempo.

Il terreno reso unico dalle eruzioni millenarie produce vini di diversa longevità e stuttura. Noi proviamo ad interpretarlo, scegliendo differenti tipi di potatura, metodi di vinificazione e botti dai legni diversi, ma il vero maestro è la Montagna che detta i sui tempi. Il Nerello Mascalese che comporrà Il Tascante sta riposando nelle sue botti mentre il Carricante del Buonora si trova in vasche di acciaio, conservando così le sue caratteristiche di acidità.

Il nostro viaggio nella Vendemmia si conclude sull’Etna. La sua immagine rappresenta lo spirito siciliano più indomabile e il continuo desiderio di esprimere se stesso.

Scarica i nostri premi

7 Nov 2017

Etna & Chic Chef

Vi aspettiamo alla settima edizione di Etna & Chic Chef, evento enogastronomico il cui ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza. Tra i migliori Chef d’Italia c’è anche Ludovico de Vivo, chef di Capofaro Malvasia & Report.
La ricetta che ci cucinerà è

CAVOLO E CAPPERO

Ingredienti
Cavolo bianco
Capperi di salina
Formaggio di yogurt
Olio alle alghe
Consommé di cavolo

Formaggio di yogurt
Ingredienti
1 kg di yogurt
1% sale fino
Procedimento
Mischiare gli ingredienti e lasciar colare per 12 ore a +4°. Condire con pepe a piacere.

Brodo di cavolo
Ingredienti
Scarti di cavolo, di cipolle, di porri, di sedano, di finocchio.
Procedimento
Lasciar bollire tutti gli ingredienti leggermente rosolati per circa 2 ore. Filtrare e ridurre per la metà e chiarificare come un classico consommè.

Capperi di Salina fritti
Ingredienti
Capperi di Salina
Procedimento
Dissalare i capperi tre volte in acqua fredda abbondante, con intervallo di trenta minuti.
Scolare e lasciar asciugare a temperatura ambiente.
Friggere a 150° in olio di semi di girasole.
 
Filetto di cavolo
Ingredienti
Cavolo
Procedimento
Porzionare il cavolo, utilizzando solo il cuore di 80 g.
Cuocere lentamente in padella con olio extravergine di oliva per circa 20 minuti, caramellando entrambi i lati, quasi a bruciatura.

Olio di alghe
Ingredienti
100 g. di olio di semi d’uva/vinaccioli
20 g. di alga Nori
Procedimento
Frullare l’olio e le alghe portandoli a 70° per circa 20 minuti. Lasciare in infusione per 12 ore, dunque filtrare e mettere in dosatore da olio.

Finitura
Prendere il cuore del cavolo caramellato, spalmarvi sopra il formaggio di yogurt, coprire interamente con i capperi fritti. A parte servire il consommé di cavolo, a tempetratuta ambiente con olio di alga a copertura.

In abbinamento con Malvasia secca di Salina Didyme

2 Nov 2017 - Premiata la cultura agricola sostenibile di Alberto Tasca d’Almerita.

Grani e vino protagonisti nelle Guide Gambero Rosso 2018

Durante il Gambero Rosso Awards tenutosi a Roma, siamo stati premiati non solo per i nostri vini ma anche per il nostro grano.

Il Tascante 2014 ha ottenuto il premio Tre Bicchieri, il riconoscimento più alto della “Guida dei Vini d’Italia del Gambero Rosso”. Questo vino è il fiore all’occhiello della Tenuta Tascante sull’Etna, 100% Nerello Mascalese varietà simbolo nel territorio vulcanico. Inoltre, abbiamo ricevuto il premio gastronomico per il miglior pane in tavola dalla Guida Ristoranti del Gambero Rosso 2018, assegnato al ristorante Capofaro di Salina, nelle isole Eolie.

Il pane, frutto del lavoro dell’executive chef Ludovico De Vivo e del sous chef Gabriele Camiolo, è parte di un progetto complessivo più ampio di sostenibilità, fortemente voluto da Alberto Tasca che porta avanti da anni e che coinvolge in primis la Tenuta Regaleali, la terra “madre” della Famiglia Tasca d’Almerita, da oltre 180 anni riconosciuta Azienda Agricola Modello, come testimonia il premio ricevuto nel 1854 su “Annali di Agricoltura Siciliana”. Qui da sempre si coltivano varietà di grani antiche e rare, tornate oggi a essere ricercate dal pubblico dei consumatori di qualità. È a Regaleali che Tasca d’Almerita ha iniziato la sperimentazione di grani duri antichi, patrimonio genetico appartenente alla biodiversità mediterranea, la cui coltivazione era stata abbandonata a causa delle minori rese rispetto alle varietà moderne. Senatore Cappelli, Perciasacchi, Russella, Tumminia, Bidì sono oggi nuovamente nomi familiari, tornati ad essere ricercati dal pubblico dei consumatori di qualità. Grani moliti a pietra per divenire farine con cui realizzare pane o paste di altissima qualità – prodotte in collaborazione con Giovanni Assante del pastificio di Gragnano “Gerardo di Nola” – e che finiscono nei menù o sulla tavola della Tenuta Capofaro, wine-resort del Mediterraneo sull’isola di Salina.

Il pane di Capofaro è prodotto con farina di grano duro “Senatore Cappelli” interamente coltivato in Tenuta Regaleali e un lievito madre di oltre 50 anni.  Dopo una lievitazione a freddo di 24h e altre 8 a temperatura ambiente, viene cotto in forno ventilato. La crosta non troppo spessa, ma intensa e croccante, la mollica con media alveolatura ai sentori di cannella, vaniglia, legno ne fanno un pane che molti hanno apprezzato come “piatto” di entrata dei menù dello chef Ludovico De Vivo, accompagnato da un burro prodotto con olio extravergine varietà Nocellara coltivate a Regaleali.

L’olio extravergine di oliva ha sempre avuto un ruolo centrale per Regaleali, come del resto in tutta la cucina mediterranea. Quest’anno, con la raccolta del 2017 attualmente in corso, la nostra celebrazione dell’oro verde si estende per la prima volta a una produzione di olio extravergine d’oliva proveniente da tutte e cinque le nostre Tenute, ognuna con una storia, cultura e identità organolettica e territoriale.

C’è una battuta nel romanzo “Il Gattopardo”, di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che ricorda che “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. Queste potenti parole hanno un grande significato in questa celebrazione della produzione di grano di Regaleali, come Tasca d’Almerita è celebrata per le sue attività agricole olistiche, che stanno ritornando.

L’altro importante riconoscimento progetto “agricolo”, quello più prettamente vinicolo, è arrivato con i Tre Bicchieri assegnati dalla “Guida dei Vini d’Italia del Gambero Rosso 2018” a Il Tascante 2014.  “Dopo anni e anni trascorsi a girare in lungo e in largo alle pendici dell’Etna, con mia moglie Fran­cesca ci trovammo a visitare una piccola vigna. Fu amore a prima vista!” – dice Alberto Tasca – “A Sciaranova capimmo che sarebbe iniziata lì una nuova avventura enologica di famiglia. Abbiamo iniziato un’opera di ricerca di vigneti in contrade diverse, e impiegato alcuni anni per avere chiaro l’obbiettivo del vino che volevamo ottenere. Ci sono voluti diversi assaggi di vini del territorio e confronti con colleghi produttori o amici appassionati. E oggi, la cantina in Contrada Marchesa ci consente di sperimentare e vinificare vigna per vigna, contrada per contrada. La sfida più grande per noi, adesso, è quella di preservare questi luoghi, ricchi di storia e tradizione, per lasciare ai nostri figli un ambiente migliore, con un’attenzione costante alla salvaguardia di ogni singolo ecosistema.’’

Pieni di orgoglio per i nostri progetti e premi, la nostra prossima fermata è sull’Etna, il vulcano dove vengono raccolte le ultime uve Nerello Mascalese

25 Set 2017 - La nostra vendemmia 2017, iniziata laddove le uve guardano il mare.

Isole nell’isola, da vendemmia a vendemmia

Grazie alla diversità che “il continente” siciliano offre, la vendemmia ha bisogno di 90 giorni per poter essere portata a termine. Varietà come il Grillo e la Malvasia delle Lipari, nelle isole di Mozia e Salina, sono le prime a cominciare il loro viaggio verso la cantina.
Mozia si estende nello Stagnone e guarda silenziosa Marsala, nella zona più occidentale della Sicilia. Gli uomini si preparano per la vendemmia al bruzzico della mattina sulla barca che li traghetta sull’isola. Ormai conoscono bene la vigna di Grillo, per alcuni di questi sarà la dodicesima vendemmia. Le acque dello Stagnone sono calme e silenziose e i mulini sono immobili di fronte ai cumuli di sale che si specchiano sul mare con toni di rosa. Il momento più atteso dell’anno è arrivato e la gioia, gli scherzi e i sorrisi non mancano sui visi dei nostri contadini. La barca passa silenziosa lungo le saline dove i lavoratori danno il massimo prima che il sole diventi cocente. Carriole cariche di sale si avvicendano creando cumuli sempre più alti.
Quando la barca finalmente approda sull’isola di Mozia, i contadini sistemano le cassette con Ie quali poi il Grillo verrà portato sulla terraferma. Gli 11 ettari di Grillo sono circondati da rovine risalenti all”antica dominazione fenicia. Ancora oggi gli archeologi sanno che qui c’é un patrimonio da scoprire.
Nelle vigne il gruppo si divide a coppie. In perfetta sincronia e ordine, i contadini raccolgono l”uva dalla chioma dell’alberello potato alla marsalese.
Talvolta il lavoro viene intervallato da un “talìa” , che in dialetto siciliano significa “guarda”, riferito ai fenicotteri che di tanto in tanto sorvolano l’isola. Mozia, infatti, è un’importante tappa per gli uccelli in migrazione.
Le casse piene di uva vengono caricate su una barchetta a fondo piatto, per raggiungere la terraferma. Qui le aspetta un furgone refrigerato pronto a conservare le uve, per evitare che il caldo possa danneggiare il Grillo appena raccolto.
Alla fine della giornata, il viaggio del Grillo di Mozia non è ancora giunto al termine. La destinazione è la Tenuta Regaleali, nel cuore della Sicilia. Le uve saranno pressate immediatamente all’arrivo e, dopo la fermentazione, diventeranno un vino bianco che sprigiona un’intensa sapidità, descritta da Walter Speller (Jancis Robinson) come: “Pale straw yellow. Herbal lemon nose and tight lemon-fruit palate that grows neutral on the finish. Uncomplicated summer white”.
Così come a Mozia, anche a Salina, nelle isole Eolie, i nostri lavoratori arrivano all’alba nei vigneti di Capofaro per raccogliere la Malvasia.
La storia di Salina e delle isole Eolie può essere narrata attraverso la Malvasia delle Lipari. Qui nel XIX secolo la viticultura rappresentava una forma di sussistenza per gli abitanti locali. Napoleone e i suoi soldati vennero conquistati dalla dolcezza del vino che venne diffuso in Inghilterra e in tutto il resto dell’Europa. Tuttavia, l’arrivo della fillossera determinò l’abbandono delle campagne a favore di una migrazione di massa verso paesi come America e Australia.
Negli ultimi dieci anni,  é stata riscoperta la coltivazione della Malvasia finalizzata a preservare la tradizione legata al territorio. I nostri due vini, Didyme e Capofaro, rievocano la storia di Salina e ne mantengono la pura essenza.
La tenuta Capofaro deve il suo nome alla localitå “Capo” dove si trova il faro di Salina.
Un faro che sovrasta le vigne, osservando i lavoratori che si prendono cura della Malvasia. Gli ospiti di Capofaro si rilassano, circondati dalle vigne, guardando sullo sfondo le isole di Panarea e Stromboli. Ogni tanto una nuvoletta di fumo viene fuori dalla sommitå del vulcano Stromboli, ricordando la sua presenza.
Dopo la raccolta, una parte di queste uve sarå destinata a una Malvasia secca. Le uve verranno trasportate nella tenuta Regaleali e, una volta arrivate, saranno diraspate e pressate. Successivamente fermenteranno in contenitori di acciaio e il risultato sarå Dydime, un vino bianco fresco che Walter Speller descrive come ‘Brilliant, pale straw. Concentrated white fruit on the nose and ripe, juicy mandarin fruit on the palate. Fresh and long. (WS)’
La restante parte delle uve  verra disposta, a Salina, in un apposito locale coperto chiamato “fruttaia” dove l”uva sosta per 15 giorni e subisce una leggera disidratazione. Le uve verranno poi portate a Regaleali, per essere vinificate in Malvasia dolce.

27 Lug 2017

Regata d’altura Palermo-Montecarlo

E’ partita la XIII edizione della regata Palermo-Montecarlo, navigazione d’altura che unisce il golfo di Mondello alla baia del Principato di Monaco. Cinquecento miglia, tra gli scenari più incantevoli del Mediterraneo, saranno percorse da 41 barche provenienti da tutto il mondo. Il Trofeo Giuseppe Tasca d’Almerita, nato dalla passione per la vela del Conte Giuseppe, fondatore nel 1933 del Circolo della Vela Sicilia, verrà tributato all’imbarcazione prima classificata in tempo reale.

sito ufficiale

Il video della partenza

Lucky taglia per prima il traguardo della XIII Palermo-Montecarlo

Il video dell’arrivo di Lucky

Il Trofeo Giuseppe Tasca d’Almerita è stato assegnato da Giuseppe Tasca d’Almerita a Lucky, vincitore in tempo reale della regata d’altura Palermo Montecarlo 2017, che unisce ancora una volta queste due città bagnate dallo stesso mare.

19 Giu 2017

Malvasia day

Il profumo della Malvasia. A raccontarlo sarà Luigi Moio durante la settima edizione del Malvasia day, in programma sabato 15 luglio dalle 18 a Capofaro, sull’isola di Salina. Un appuntamento dedicato alla celebrazione di uno dei vitigni più antichi del Mediterraneo, introdotto dai greci sulle Isole Eolie nel 580 a. C. Momento culminante della giornata il walk-around tasting, durante il quale sarà possibile degustare le diverse interpretazioni della Malvasia delle Lipari.
Nella terrazza di Capofaro  “Le Isole della Malvasia”, per ascoltare le storie di tredici produttori e degustare insieme le diverse interpretazioni del vitigno.

Ore 18,00 | Seminario | Prof. Luigi Moio “Le basi scientifiche del profumo della Malvasia e la metamorfosi olfattiva della dolcezza”

Ore 19,00 | Le isole della Malvasia | Degustazione

Scarica la locandina dell’evento. (2MB)

24 Mag 2017

I prossimi eventi a Capofaro

Dal 21 al 24 maggio, Capofaro ospita CARE’s – the Ethical Chefs Days, progetto che promuove un approccio innovativo ed etico al cibo. L’undicesima edizione del SALINA DOC FEST – Festival annuale dedicato al documentario d’autore – è confermata a Salina dal 25 al 29 giugno. Quest’anno avrà come tema “Padri e figli. Verso terre fertili”. Agli appassionati del vino è dedicata invece la settima edizione del MALVASIA DAY, sabato 15 luglio, che riunisce a Capofaro 16 produttori provenienti da tutte le isole Eolie

20 Mag 2017

Cantine Aperte

Domenica 28 maggio in occasione del 25 anniversario  di Cantine Aperte, vi aspettiamo nella Tenuta Sallier de La Tour, nel cuore della Doc Monreale, riconosciuta in sicilia come la Terra del Syrah, l’internazionale considerato autoctono.

La giornata prevede approfondimenti sul Syrah, degustazioni dei vini della Tenuta, visite guidata in cantina, degustazioni di prodotti del territorio, passeggiate in vigna, laboratori per bambini dedicati al mondo del vino (le coppe vinarie, dalla vite alla bottiglia, la maschera di Bacco) e vinyl dj set, blues, jazz, soul e country (selector Gianluca Biondo ed Emiliano Pennisi – Avenir). I posti sono limitati. È previsto un ticket di ingresso 15 euro.

INFO E PRENOTAZIONI
Tenuta Sallier de La Tour | Contrada Pernice | 90043 – Camporeale (PA)
091 6459712 | tenutasallier@tascadalmerita.it

COME ARRIVARE
Da Palermo: scorrimento veloce Palermo – Sciacca, uscita al chilometro 34 per Camporeale Zabbia
Alla rotonda, svoltare a destra e seguire le indicazioni
Dopo cinquecento metri, sulla destra, lʼingresso della cantina

24 Apr 2017

Risvegliarsi a… Salina

Ritrovarsi a Salina, la più verde e autentica delle isole Eolie, patrimonio UNESCO dal 1981, patria del cappero e della Malvasia. Rigenerarsi a Capofaro: un luogo che emana energia, destinazione perfetta per ritrovare equilibrio tra corpo e mente. Capofaro è vulcano, terra, mare, luce: un luogo capace di sollecitare tutti i sensi. Qui, ogni cosa porta a riconnettersi con se stessi: ricaricare mente e corpo con i corsi di yoga e pilates, osservare i colori o semplicemente ascoltare i suoni della natura.