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2018

26 Nov 2018

Ricordi dell’ultima vendemmia

Se ci voleva un segnale chiaro per provare che in Sicilia la vendemmia dura 90 giorni, quest’anno è arrivato. Abbiamo iniziato a metà agosto nelle colline della Tenuta Regaleali a raccogliere il Pinot nero, base del nostro metodo classico Almerita Rosé, e abbiamo viaggiato in direzione Ovest verso lo stagnone di Marsala quando, dopo un breve tratto in barca, siamo giunti sulla minuscola isola di Mozia. È faticoso raccogliere l’uva allevata ad alberello, trasportarla poi in cassetta nella barca che attraverserà lo Stagnone, a fianco alle montagne bianche di sale coperte dai cocci di terracotta. Ma il risultato, che ci ripaga dalla fatica, è il Grillo di Mozia.

Sempre via mare, ma stavolta con un aliscafo, approdiamo a Salina, nelle isole Eolie. La vendemmia nella Tenuta Capofaro avviene in silenzio, in punta di piedi. Per quattro giorni, tredici di noi hanno raccolto uve Malvasia circondati dal mar Tirreno color cobalto, sotto l’occhio incuriosito dei turisti stranieri che, come in un educational, hanno studiato e appreso il taglio del grappolo di uva. I venti marini salmastri ci rinfrescavano dal caldo sole di agosto. Un anno di continuo lavoro manuale nei vigneti e una buona estate ci hanno regalato Malvasia sana che, vinificata secca, diventa “Didyme”, e leggermente appassita, un vino dolce che porta il nome della Tenuta. Entrambe le versioni richiamano il suolo vulcanico delle Eolie.

A settembre, Costanza e il team della Tenuta Sallier de La Tour avevano quasi terminato il loro raccolto in un’estate mite, e a tratti bagnata. Sulla collina di La Monaca, sotto lo sguardo attento di Polo e Nina, i cani diventati le mascotte della Tenuta, abbiamo raccolto il Syrah, varietà di uva che è diventata un’icona della DOC Monreale.

Torniamo adesso nella Tenuta Regaleali. Qui, dopo un anno di preparazioni e sperimentazioni, vigna per vigna, collina per collina, in 12 suoli a esposizioni e altitudini diverse, la vendemmia è un’esplosione di attività. Non c’è più differenza tra giorno e notte, è iniziata la partita e tutti sono al loro posto. Colori e profumi “siculi” mischiati a rigore e precisione continentale. Mentre si arriva alla Tenuta, si possono già sentire provenire dal vigneto le chiamate in dialetto locale; i più mattinieri potranno vedere i trattori che arrivano sulla collina di Case Grandi accompagnati dal sole che sta sorgendo, mentre il crepuscolo di ottobre permette di scorgere i contadini locali che trasportano orgogliosamente nelle loro macchine le uve Catarratto dalle colline più alte di Valledolmo. E come in un’orchestra, ognuno ha la sua parte da suonare.

Esausti, e mentre la gran parte della Sicilia si riposa dalla vendemmia appena terminata, l’Etna ci riporta in campo e chiude il ciclo annuale nei 5 territori in cui viviamo e lavoriamo. Camminiamo su e giù per i terrazzamenti, osservando la maturazione delle uve che crescono tra le antiche terrazze di pietra nera della montagna e gli enormi alberi di castagno. Quasi tre mesi dopo aver iniziato la vendemmia, adesso raccogliamo e vinifichiamo le uve Carricante e Nerello Mascalese, contrada per contrada. Quattro contrade distribuite sul lato Nord-Est della montagna, lato mare, ognuna diversa per epoca della sciara di lava, altitudine, esposizione. È qui sul vulcano attivo più alto d’Europa che ci viene ricordato che la magia della Sicilia risiede nella sua enorme diversità.

19 Set 2018

Le Cattive – Palazzo Butera

Sabato 1 settembre, ha aperto Le Cattive, a Palazzo Butera (Palermo), una locanda, uno spazio polifunzionale, un progetto della famiglia Tasca d’Almerita con l’intenzione di accompagnare la visione della fondazione Valsecchi, che ha avviato una titanica opera di recupero e di restauro di Palazzo Butera.

Le Cattive “caffè, vino, cucina” è un luogo dove bere un bicchiere di vino, per scoprire una selezione di vitigni rappresentativi del territorio. Una locanda dove fermarsi dalla colazione alla cena, che possa inoltre diventare un punto di riferimento per un calendario di attività culturali, dagli incontri alle presentazioni di libri.

Sono molti i valori condivisi da Massimo Valsecchi e da Alberto Tasca d’Almerita che hanno creato i presupposti per la collaborazione a Palazzo Butera. Questi valori da sempre permeano la storia e le buone pratiche agricole, vitivinicole e culturali del mondo Tasca. Al centro di tutto c’è l’amore per il bello, le cose fatte bene e il fare del bene, che per i Tasca trova la sua più alta espressione nei progetti di “cura” del territorio, dalla sostenibilità con il progetto SOStain/VIVA al coinvolgimento attivo della città grazie alla rassegna “Cogito, un aperitivo per la mente”. E con questa prospettiva Tasca è anche partner di Manifesta 12, per raccontare il territorio attraverso i suoi vitigni.

Artigianalità, sostenibilità, cultura dell’uomo i temi che attraverseranno anche il gusto de Le Cattive, uno studio approfondito sulle materie prime siciliane, esperienze che guardano sia i mercati popolari che la cucina di casa dei Monsù, sia le isole che le ricette contadine e montane. Un luogo di ristoro, incontro, scambio di idee, vetrina per un ideale viaggio culturale nella Sicilia enogastronomica. La locanda sarà un territorio da scoprire, uno spazio in cui ognuno viaggerà secondo il proprio vissuto. Sarà una porta aperta alla città e al flusso dei turisti internazionali che animeranno le stanze di Palazzo Butera. E in questa sinergia tra arte e cultura l’intento de Le Cattive è quello di divulgatore dell’anima siciliana e della storia di Tasca

www.lecattive.it

Ingresso Passeggiata delle Cattive (Porta Felice)

info@lecattive.it

+39 091 6198374

Dalle 9 alle 23 dal Martedì alla Domenica

Chiusura: Lunedì

Cena solo su prenotazione

19 Set 2018

In viaggio tra i filari

“In viaggio tra i filari” per parlare del terremoto del Belice. A cinquant’anni di distanza dal tragico evento che distrusse la Valle del Belice Gianfranco Cammarata, ideatore del progetto, percorrerà i circa 500 chilometri che racchiudono  i  21 Comuni della Valle: Monreale, Camporeale, Roccamena, Calatafimi-Segesta, Vita, Salemi, Gibellina, Santa Ninfa, Partanna, Salaparuta, Poggioreale, Montevago, Santa Margherita Belice, Menfi, Sambuca di Sicilia, Contessa Entellina, Caltabellotta, Chiusa Sclafani, Bisacquino, Campofiorito e Corleone. Il viaggio durerà circa 20 giorni, dal 19 settembre al 5 ottobre, e per tutto il percorso e ad ogni tappa, racconterà le storie di piccoli e grandi viticoltori che hanno contribuito con il proprio lavoro al risveglio e alla valorizzazione di questi luoghi.  “In viaggio tra i filari” racconterà le peculiarità enologiche, culturali, gastronomiche o artistiche. Il vino sarà uno dei filo conduttori durante ogni tappa del viaggio, uno dei principali elementi di rinascita del territorio del Belice. A bordo del suo bus Volkswagen T2 arancione del 1971 Cammarata racconterà la Sicilia del vino. Venerdì 20 farà tappa presso la Tenuta Sallier de La Tour  a Camporeale.

www.inviaggiotraifilari.it

8 Set 2018

Phoenician Wine Day 2018

Alla ricerca dell’origine della viticoltura in Sicilia, a Mozia un progetto di scavo e ricerche che, attraverso analisi archeo-botaniche e l’esame del DNA, ha ripercorso i passi della coltivazione della vite e della produzione del vino in quella che fu per tanti secoli, dall’avvento dei coloni levantini al dominio di Cartagine, uno dei più fiorenti centri del Mediterraneo. Protagonista  l’equipe scientifica della Missione archeologica a Mozia dell’Università Sapienza, in sinergia con la Soprintendenza di Trapani, la Fondazione G. Whitaker e Tasca d’Almerita

Sabato 8 settembre per  il “Motya phoenician wine day” sono state presentate  in anteprima le recentissime scoperte effettuate nelle campagne di scavo.  E’ intervenuto  il professore Lorenzo Nigro, a capo della campagna di scavi, che ha raccontato dei primi Fenici a Mozia e del loro contributo alla prima viticoltura sull’isola. E’ stato inaugurato il nuovo percorso enologico-archeologico nelle aree di scavo dove sono stati ritrovati antichi vinaccioli di probabile origine fenicia.“Nelle ultime campagne di scavi con le nostre archeo-botaniche, abbiamo identificato numerosi vinaccioli negli strati più antichi della colonia fenicia. Lo studio di questi reperti e delle installazioni ad essi collegate oltre che dei contenitori del vino – ha raccontato Lorenzo Nigro – rivela il ruolo di questa bevanda nella società e nella cultura dei “Fenici d’Occidente”.

Giacomo Ansaldi enologo del Centro regionale vivaio “Federico Paulsen” ha spiegato  la storia del vitigno più contemporaneo di Sicilia, il Grillo, l’ultimo nato nella nostra isola.

“Mozia rappresenta la culla dove da 3 mila anni si raccontano le radici della vite. Dai fenici in poi, l’isola non ha più smesso la sua  coltivazione. Qui nei primi del Novecento è stato impiantato probabilmente il primo nucleo del Grillo direttamente dai vivaio di Favara, dove è stato creato il vitigno siciliano più contemporaneo – ha raccontato  Ansaldi – Nell’isola scopriremo le piante più antiche ancora in produzione, che con i loro settant’anni sono un esempio interessante di adattamento della vite al luogo. Scopriremo insieme il profilo genetico del vitigno e la sua storia”.

 Il programma della manifestazione ha previsto dalle 17,30 la passeggiata alla ricerca delle tracce fenicie “Dall’archeologia alla viticoltura”; alle 19 la tavola rotonda “Alla scoperta delle origini del vino nell’isola di Mozia e della genesi del Grillo attraverso la paleobotanica e l’analisi del DNA della vite”. Oltre al professore Lorenzo Nigro,  direttore della Missione archeologica a Mozia, sono intervenuti: Claudia Moricca (paleobotaniaca con tesi sulla vite nel mediterraneo), Teresa Rinaldi (esperta dei lieviti del vino), Rodolfo Negri (esperto DNA antico), Giacomo Ansaldi (enologo del Centro regionale vivaio “Federico Paulsen”).

27 Ago 2018

Regata Palermo-Montecarlo 2018

La XIV edizione della Regata di vela d’altura Palermo – Montecarlo ha visto anche quest’anno la partnership con Tasca d’Almerita.

Partita Martedì 21 agosto dal Circolo della Vela di Palermo, la Regata si è conclusa Domenica 26 Agosto con la premiazione finale organizzata allo Yacht Club de Monaco. Dopo una rotta di circa 500 miglia il traguardo è stato tagliato in tempo reale dal Maxi Rambler 88, dello statunitense George David, che è stato premiato con il Trofeo Giuseppe Tasca d’Almerita – assegnato al primo scafo che taglia il traguardo in tempo reale – per la seconda volta in tre anni. Maxi Rambler 88, con a bordo anche gli italiani Silvio Arrivabene e Alberto Bolzan, è arrivato a Montecarlo dopo 55 ore, 34 minuti e 34 secondi di navigazione.

Appuntamento al 2019 con la XV edizione. Chi vincerà il prossimo trofeo Giuseppe Tasca d’Almerita?

27 Lug 2018

Migliori wine retreats secondo Robb Report Singapore

Siamo orgogliosi di comunicare che Chris Dwyer, nel suo articolo per Robb Report Singapore, ha inserito Tenuta Regaleali e Capofaro tra le migliori destinazioni italiane per gli amanti del vino.

4 Lug 2018

Malvasia Day 2018

Quattordici produttori raccontano le diverse interpretazioni della Malvasia delle Lipari. Un momento di approfondimento sulle origini della varietà, la genetica del vitigno e gli aspetti organolettici che rendono questa varietà simbolo del territorio. Nella terrazza di Capofaro “Le isole della Malvasia”, walk around tasting.

 

Ore 18,00 | Conversazione sul vitigno Malvasia delle Lipari:

dalle origini alla genetica, tra suggestioni antiche e opportunità di sviluppo.

Intervengono: Marcello Saija, docente di Scienze politiche e delle relazioni

internazionali – Università di Palermo Manna Crespan, responsabile Servizio identificazione della varietà di vite – Crea

 

Modera: Daniela Scrobogna, docente Fis e curatrice guida Duemilavini

Ore 19,00 | Degustazione “Le Isole della Malvasia”

4 Mag 2018

Travel & Leisure racconta l’isola di Mozia

Secondo Travel & Leisure è il momento giusto per ammirare i tesori dell’isola di Mozia – dal Giovinetto al Grillo – come tappa imprescindibile di un viaggio in Sicilia.

11 Apr 2018

Una Sicilia ancora da scoprire. Ecco i consigli di Forbes

Esistono tanti buoni motivi per visitare la Sicilia.
Secondo Forbes, la Tenuta Tascante, sul versante nord est dell’’Etna, è una di queste.