Isole nell’isola, da vendemmia a vendemmia

La nostra vendemmia 2017, iniziata laddove le uve guardano il mare.
Data:
25 Set 2017
Categoria:
News

Grazie alla diversità che “il continente” siciliano offre, la vendemmia ha bisogno di 90 giorni per poter essere portata a termine. Varietà come il Grillo e la Malvasia delle Lipari, nelle isole di Mozia e Salina, sono le prime a cominciare il loro viaggio verso la cantina.
Mozia si estende nello Stagnone e guarda silenziosa Marsala, nella zona più occidentale della Sicilia. Gli uomini si preparano per la vendemmia al bruzzico della mattina sulla barca che li traghetta sull’isola. Ormai conoscono bene la vigna di Grillo, per alcuni di questi sarà la dodicesima vendemmia. Le acque dello Stagnone sono calme e silenziose e i mulini sono immobili di fronte ai cumuli di sale che si specchiano sul mare con toni di rosa. Il momento più atteso dell’anno è arrivato e la gioia, gli scherzi e i sorrisi non mancano sui visi dei nostri contadini. La barca passa silenziosa lungo le saline dove i lavoratori danno il massimo prima che il sole diventi cocente. Carriole cariche di sale si avvicendano creando cumuli sempre più alti.
Quando la barca finalmente approda sull’isola di Mozia, i contadini sistemano le cassette con Ie quali poi il Grillo verrà portato sulla terraferma. Gli 11 ettari di Grillo sono circondati da rovine risalenti all”antica dominazione fenicia. Ancora oggi gli archeologi sanno che qui c’é un patrimonio da scoprire.
Nelle vigne il gruppo si divide a coppie. In perfetta sincronia e ordine, i contadini raccolgono l”uva dalla chioma dell’alberello potato alla marsalese.
Talvolta il lavoro viene intervallato da un “talìa” , che in dialetto siciliano significa “guarda”, riferito ai fenicotteri che di tanto in tanto sorvolano l’isola. Mozia, infatti, è un’importante tappa per gli uccelli in migrazione.
Le casse piene di uva vengono caricate su una barchetta a fondo piatto, per raggiungere la terraferma. Qui le aspetta un furgone refrigerato pronto a conservare le uve, per evitare che il caldo possa danneggiare il Grillo appena raccolto.
Alla fine della giornata, il viaggio del Grillo di Mozia non è ancora giunto al termine. La destinazione è la Tenuta Regaleali, nel cuore della Sicilia. Le uve saranno pressate immediatamente all’arrivo e, dopo la fermentazione, diventeranno un vino bianco che sprigiona un’intensa sapidità, descritta da Walter Speller (Jancis Robinson) come: “Pale straw yellow. Herbal lemon nose and tight lemon-fruit palate that grows neutral on the finish. Uncomplicated summer white”.
Così come a Mozia, anche a Salina, nelle isole Eolie, i nostri lavoratori arrivano all’alba nei vigneti di Capofaro per raccogliere la Malvasia.
La storia di Salina e delle isole Eolie può essere narrata attraverso la Malvasia delle Lipari. Qui nel XIX secolo la viticultura rappresentava una forma di sussistenza per gli abitanti locali. Napoleone e i suoi soldati vennero conquistati dalla dolcezza del vino che venne diffuso in Inghilterra e in tutto il resto dell’Europa. Tuttavia, l’arrivo della fillossera determinò l’abbandono delle campagne a favore di una migrazione di massa verso paesi come America e Australia.
Negli ultimi dieci anni,  é stata riscoperta la coltivazione della Malvasia finalizzata a preservare la tradizione legata al territorio. I nostri due vini, Didyme e Capofaro, rievocano la storia di Salina e ne mantengono la pura essenza.
La tenuta Capofaro deve il suo nome alla localitå “Capo” dove si trova il faro di Salina.
Un faro che sovrasta le vigne, osservando i lavoratori che si prendono cura della Malvasia. Gli ospiti di Capofaro si rilassano, circondati dalle vigne, guardando sullo sfondo le isole di Panarea e Stromboli. Ogni tanto una nuvoletta di fumo viene fuori dalla sommitå del vulcano Stromboli, ricordando la sua presenza.
Dopo la raccolta, una parte di queste uve sarå destinata a una Malvasia secca. Le uve verranno trasportate nella tenuta Regaleali e, una volta arrivate, saranno diraspate e pressate. Successivamente fermenteranno in contenitori di acciaio e il risultato sarå Dydime, un vino bianco fresco che Walter Speller descrive come ‘Brilliant, pale straw. Concentrated white fruit on the nose and ripe, juicy mandarin fruit on the palate. Fresh and long. (WS)’
La restante parte delle uve  verra disposta, a Salina, in un apposito locale coperto chiamato “fruttaia” dove l”uva sosta per 15 giorni e subisce una leggera disidratazione. Le uve verranno poi portate a Regaleali, per essere vinificate in Malvasia dolce.