L’Etna conclude i nostri 90 giorni di vendemmia.

Data:
17 Nov 2017
Categoria:
News

Il più ampio patrimonio di varietà di vite coltivate nel mondo si trova in Italia, grazie a tipi di suolo, altitudine, tecniche agronomiche e ben altri cento indicatori diversi che lo rendono unico. In Sicilia l’incredibile varietà di vitigni italiani raggiunge il suo apice. A Reagaleali da anni Alberto Tasca, affiancato dalla nostra enologa Laura Orsi,  porta avanti un progetto di recupero e valorizzazione delle uve autoctone.

Ma il concetto di diversità non si ferma soltanto alla varietà, perché il suolo siciliano è talmente particolare che la stessa uva può produrre risultati straordinariamente complessi. Il territorio dell’Etna è aspro e selvaggio e qui solo alcune varietà possono adattarsi ed esprimere qualità. Questo è il caso degli autoctoni Nerello Mascalese e Carricante che grazie alla loro buccia resistente  e maturazione tardiva, possono sopportare piogge frequenti e rigide temperature.
Una viticoltura eroica, come nei territori montani o di scogliera, che si sviluppa  esclusivamente su terrazze delimitate da  muretti in una delle più alte denominazioni europee, la Doc Etna. Qui intervengono quasi 42 variabili  tra cui suolo, età del terreno dovuta a stratificazioni diverse, esposizione e altitudine.

Questo terroir unico  si esprime nelle differenti “contrade” il nome con cui vengono chiamate le piccole vigne e i terrazzamenti.  Piano Dario, Grasà, Sciaranova e Marchesa sono le contrade della nostra Tenuta Tascante. Dal 2016, abbiamo iniziato a raccogliere e vinificare contrada per contrada, lavorando ad un progetto che assecondi le caratteristiche di ogni singola vigna.

La nostra raccolta si è conclusa a fine ottobre, lontana dai brusii che caratterizzano le altre vendemmie, qui domina il silenzio. Forse gli stessi visitatori e i contadini non vogliono turbare il silenzio della montagna che domina imperiosa. L’odore del terreno, reso tale dalle colate laviche e il fumo leggermente sulfureo, si insinuano tra le nostre narici mentre la nebbia ci avvolge. Salendo sempre più in alto sull’Etna, sembra di entrare in un altro mondo. Qui tutto è definito dal ciclo della Montagna. I nostri contadini raccolgono a mano le uve, scambiando solo di tanto in tanto qualche parola. Il potere dell’Etna di fermare la storia è rappresentato dal fatto che nel dialetto locale non esiste il tempo futuro. Domani potrebbe essere tutto diverso. Viviamo l’oggi.
Adesso, a novembre, le temperature sono più rigide i primi fiocchi di neve cominciano a cadere. L’inverno sulla Montagna è arrivato da tempo.

Il terreno reso unico dalle eruzioni millenarie produce vini di diversa longevità e stuttura. Noi proviamo ad interpretarlo, scegliendo differenti tipi di potatura, metodi di vinificazione e botti dai legni diversi, ma il vero maestro è la Montagna che detta i sui tempi. Il Nerello Mascalese che comporrà Il Tascante sta riposando nelle sue botti mentre il Carricante del Buonora si trova in vasche di acciaio, conservando così le sue caratteristiche di acidità.

Il nostro viaggio nella Vendemmia si conclude sull’Etna. La sua immagine rappresenta lo spirito siciliano più indomabile e il continuo desiderio di esprimere se stesso.

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