Tasca d'Almerita
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02.2019 — Palazzo delle Aquile (piazza Pretoria)

Polis o tribù

Gestione familiare della cosa pubblica, bene comune o privatistico: cosa ha a che fare la famiglia con l’amministrazione della città?

Partendo dalle ultime parole di Socrate, il filosofo GIOVANNI VENTIMIGLIA è stato il protagonista dell’undicesimo appuntamento di Cogito un aperitivo per la mente “POLIS O TRIBU’”, progetto nato da una idea di Alberto e Francesca Tasca d’Almerita, lunedì 4 febbraio alle 19,00 a Palazzo delle Aquile, sala delle Lapidi (piazza Pretoria 1)

Come di consueto Salvo Piparo e le sue  CogitAzioni hanno accolto il pubblico, con la direzione di Alfio Scuderi.

Il luogo, come di consueto è stato “parlante”: il palazzo civile più rappresentativo della città, sede appunto del Comune di Palermo, fu costruito nel 1470 dall’architetto Giacomo Bonfante per volere del pretore Pietro Speciale. Durante i secoli subì innumerevoli trasformazioni, tra le più importanti si ricordano, quella avvenuta nel 1553 quando l’ingresso principale fu spostato dalla piazza Bellini alla piazza Pretoria, e quella avvenuta tra il 1874 e il 1891 ad opera dell’architetto Giuseppe Damiani Almeyda che ha dato l’attuale forma al palazzo.

Sul coronamento, sulla facciata e all’interno si trovano numerose aquile di diversa fattura, da qui il nome di “Palazzo delle Aquile”. All’interno si possono visitare: la Sala Rossa, ovvero lo studio del Sindaco; la Sala Gialla, dove si riunisce la Giunta Comunale; la Sala delle Lapidi, così chiamata per le numerose lapidi che rivestono le sue pareti e che testimoniano importanti fatti ed eventi legati alla storia della città, qui si riunisce il Consiglio Comunale.