Scopri le Grandi Vigne

Il Nero d’Avola rappresenta il vino rosso siciliano per eccellenza, diventato negli anni più recenti simbolo della viticultura dell’Isola. Si presta sia a vini giovani, di grande freschezza, che a quelli da invecchiamento : complessità, intensità, frutti rossi maturi a volte speziati e balsamici.

Un tempo vitigno nero esclusivo di Trapani e Palermo, nonché varietà principale delle altre province siciliane, il Perricone (detto anche Pignatello) conosce oggi una diffusione molto più limitata. Il grappolo è lungo o lunghissimo (fino a 33 centimetri), cilindro-conico, di media compattezza. L’acino è grande e sferico, dalla buccia spessa ma poco resistente, molto pruinosa e di colore bluastro. Se ne ottengono vini di buona alcolicità, non particolarmente ricchi in estratto.

Vitigno bianco molto diffuso in tutta la Sicilia, dove è anche conosciuto come Bianco Alcamo. Si distinguono due principali gruppi clonali: il Catarratto bianco comune o Latino e il Catarratto bianco lustro. Il grappolo ha forma piramidale, cilindro-conica, di aspetto variabile da spargolo (acini poco serrati) a compatto. L’acino è di media grandezza, dalla buccia poco pruinosa, di colore giallo-grigio. È considerata una varietà molto produttiva, in grado di fruttificare fino a 12 chili e oltre di uva per singolo ceppo. Ha una buona resistenza alla peronospora, ma è sensibile alle malattie da virus. Il Catarratto ha avuto una grande diffusione come colonna portante nella produzione del Marsala, tra la fine del diciannovesimo e l’inizio del ventesimo secolo.

Una delle felici riscoperte tra gli autoctoni siciliani, appartiene alla famiglia del Greco. Ha foglia media, pentalobata, dalla forte e irregolare dentatura. Il grappolo è lungo, mediamente alato e presenta acini di media grandezza, dalla buccia spessa e pruinosa, di un bel colore dorato quando giunge a compiuta maturazione.

È una varietà che non si adatta facilmente ai nuovi ambienti, preferendo quelli freschi e montani. Ha foglia trilobata, dalla dentatura morbida appena accennata. Il grappolo è piccolo, triangolare e mediamente compatto. L’acino sferico ha colore tenue, tendente all’arancio, e buccia sottile con scarsa pruina.

Vitigno a uva bianca, conosciuto fin dall’epoca romana, probabilmente originario della regione francese dell’Alsazia. In passato era spesso confuso con lo Chardonnay: in realtà deriva da una mutazione genetica del Pinot Nero.  Il vitigno presenta un grappolo piccolo, cilindrico, compatto e spesso con un’ala. A causa della sua compattezza è soggetto a botrite. Questo vitigno, coltivato tradizionalmente in Trentino Alto-Adige, Lombardia, Friuli e Veneto, ha un’elevata sensibilità alla clorosi ferrica e si consiglia quindi la coltivazione in terreni profondi e con bassi contenuti di calcare attivo. Esprime le migliori caratteristiche qualitative se coltivato in quota dove la maturazione è lenta e tardiva.

Varietà di uva bianca di notevole importanza regionale seconda soltanto ai Catarratti per estensione coltivata nell’ambito dei vitigni autoctoni. Ha in genere grappolo spargolo, piramidale, alato. Gli acini sono medi o grandi, di forma ellissoidale; la buccia pruinosa di colore grigio-giallo. Il frutto maturo presenta solitamente un alto tenore di zuccheri (19-27%) e una bassa acidità totale (3,2-5,8 per mille). Nota anche come Ansonica.

Il Nerello Mascalese è un vitigno presente nella Tenuta Regaleali sin dal 1830, per ragioni di ordine climatico. Il colore intenso, diverso dagli altri rosati, è dato dalla particolare lavorazione delle uve che stanno a contatto per circa 24 ore con le bucce. Il vino rosato è sempre stato considerato nella filosofia aziendale come un prodotto che, con determinati abbinamenti, può esprime caratteristiche organolettiche uniche.

Il Grillo è stato il protagonista della produzione del Marsala per più di due secoli. Coltivato a spalliera o con il tradizionale alberello, è pianta vigorosa e molto produttiva. Presenta una foglia pentalobata, grande, dal colore scuro. Il grappolo è grande, allungato, e spesso alato, con acini grandi, mediamente rotondi, di colore verde, che assumono colore dorato a piena maturazione, con macchie tendenti all’arancio nella zona esposta al sole.

Vitigno internazionale classificato come aromatico, è una delle uve più note e utilizzate in tutto il mondo. Ha foglia media trilobata, dalla ampia dentatura e grappolo piccolo e molto compatto. L’acino medio sferoidale ha buccia sottile, mediamente pruinosa e assume un colore giallo dorato in maturazione.

È un vitigno che conta numerosissimi sottogruppi clonali, tutti generalmente contraddistinti da una maturazione precoce. Il grappolo ha forma caratteristica di pigna (da cui il nome), semplice o alato, molto serrato. L’acino è di grandezza media, sferoidale, dalla buccia spessa e pruinosa, di colore blu-nero. Per la compattezza dei chicchi risulta molto sensibile alla formazione di muffe. Dà spesso luogo a vini di scarsa saturazione cromatica a causa di un deficit tipico e genetico di sostanze coloranti, ma di eccezionali caratteristiche organolettiche, nei casi migliori, con particolare riguardo alla ricchezza aromatica.

Uva aromatica dai profumi dolci e tipici, ha foglia trilobata grande, dall’ampia e poco pronunciata dentatura. Il grappolo è grande, allungato, alato e poco compatto. L’acino di grandi dimensioni è allungato, di colore verde-giallo, diventa dorato a maturazione compiuta. La buccia è spessa e pruinosa.

Varietà a bacca bianca di origine francese, storicamente molto diffusa nell’Italia del nord, ma, fino a poco fa, non molto conosciuta al sud. Ha grappolo piuttosto piccolo, di forma cilindrica e alata. Gli acini, compatti, sono di piccola dimensione, sferici, dalla buccia spessa di colore giallo dorato. È uva di straordinaria nobiltà, unanimemente considerata la più fine tra le varietà bianche. A differenza di altri vitigni pregiati, unisce la qualità organolettica dei suoi frutti alla robustezza e alla affidabilità colturale; resistente alle basse temperature, si adatta bene anche in zone dal clima caldo. Fiorisce e matura precocemente, sfuggendo così alla minaccia delle malattie legate al freddo e all’umidità autunnale.

Tipico vitigno del bordolese, coltivato in particolare nell’Italia del nord. Si tratta di una delle più aristocratiche varietà a bacca rossa, dalle uve di eccezionale costanza qualitativa. Si suddivide in numerose popolazioni clonali. Il grappolo si presenta di mezia compattezza, di forma cilindrico-conica. Gli acini si presentano sferoidali, dalla buccia spessa e pruinosa di colore bluastro. Se ne ottengono vini di notevole eleganza e potenza alcolica. È capace di adattarsi alle più disparate condizioni climatiche e viticolturali: per la robustezza delle parti lignee resiste bene al freddo, mentre la buccia spessa e pruinosa gli consente di difendersi bene sia dal freddo e dall’umido che dal caldo e dall’attacco degli insetti.

Il Cabernet franc è una varietà di uva che ha origine nella zona della Gironda, in Francia.
Questo vitigno viene utilizzato in prevalenza assieme al Cabernet-Sauvignon.
Nel 2000 vi erano oltre 7000 ettari di Cabernet Franc coltivati in Italia. È difficile stabilire l’esatta quantità di vitigno di cabernet franc in quanto è, a volte, confuso con il Cabernet Sauvignon e, molto spesso, con il Carmenere. È diffuso soprattutto nel nord-est d’Italia, in particolare in Friuli, ma si trovano coltivazioni anche in Veneto (dove è conosciuto anche come Bordò), nell’ambito di alcune miscele di Chianti e nell’estremo sud, in Puglia e nella Sicilia sud orientale. Le coltivazioni di Cabernet Franc in Toscana sono aumentate negli ultimi anni, in particolare nella regione di Bolgheri e nella Maremma, dove l’uva è apprezzata per l’equilibrio e l’eleganza che porta alle miscele. I vini italiani che sono spesso etichettati semplicemente come “Cabernet” tendono ad essere principalmente Cabernet Franc o un uvaggio di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon.